martedì 15 febbraio 2011

Discutiamo ... per crescere!


Cari Amici,
appartenendo al folto gruppo di italiani che in questi giorni si è beccato l'influenza, approfitto per rispondere alla vivace polemica che si è scatenata intorno al mio articolo sull'"Atletico secondo Marco ... ". Al di la dell'identità del misterioso "Anonimo" ( la cosa un po' mi incuriosisce ma non mi fa restare sveglio la notte ), vorrei tornare sull'essenza del dibattito e se, cioè, l'Atletico Pavona è, in fondo, come tutte le altre società sportive, oppure è qualcosa di diverso ( non dico di migliore ma, appunto, di diverso ). Non voglio tornare sui temi del volontariato, degli otto euro etc, perchè rischiamo di autoincensarci e questo non è il mio desiderio e poi rischiamo di essere anche un po' melensi. Affrontiamo invece il tema di "giocano tutti". Personalmente, da sempre all'Atletico Pavona si è portata avanti l'impostazione di non selezionare nessuno di coloro che entrano a far parte della "famiglia". E quando dico " nessuno" intendo partire da noi dirigenti, dagli allenatori e dai giocatori stessi. Quindi, porte aperte a tutti, compatibilmente con la disponibilità di spazio e di tempo. Chiaramente questo non significa essere la "cassa mutua", dove anche chi non si allena, chi è indisciplinato, chi non rispetta gli altri o l'allenatore "deve" comunque scendere in campo alla stessa stregua di tutti gli altri. Alla base dello sport c'è il sacrificio, l'impegno, l'attaccamento alla maglia, il rispetto per compagni ed avversari eccetera eccetera eccetera. Chi pensa che venire all'Atletico Pavona vuol dire giocare sempre e comunque non mi trova assolutamente d'accordo. Veniamo quindi alla figura dell'Allenatore. Un ruolo difficile, anche perchè in panchina vanno quindici calciatori e si gioca cinque alla volta. Se poi pensiamo al Campionato del Cod, dove neanche chi lo ha organizzato ha ben chiaro il concetto dei tre tempi ... Matematicamente, quindi, nella migliore delle ipotesi, un giocatore, bene che gli va, si fa un terzo dell'intera gara e il "povero" allenatore è costretto a districarsi tra liste e cronometri per mettere in campo più o meno tutti per più o meno lo stesso tempo. E poi ci sono i genitori. Chi si lamenta perchè il figlio gioca poco, chi si lamenta perchè non abbiamo vinto per aver fatto giocare tutti, chi si lamenta perchè l'allenatore urla troppo e chi si lamenta perchè sta sempre zitto. In quasi dieci anni di attività il numero di "lamentosi" supera di gran lunga quello a cui invece ogni tanto scappa pure qualche complimento. E inoltre dai ranghi tecnici dell'Atletico sono usciti fuori Michele Fierravanti, Commissario tecnico della Rappresentativa Regionale 2010 e attualmente Allenatore della Nazionale Italiana di Wheel chair Hockey e altri amici che dall'Atletico sono andati ad allenare in altre Società, per così dire, maggiori. Inoltre, statisticamente, siamo la Società che negli ultimi anni ha mantenuto le migliori posizioni in classifica sia a livello Cod, che a livello FIGC, e scusate se è poco! La vittoria di quattro Coppe Disciplina Regionali completa la torta con l'ultima ciliegina. Quindi, se tanto mi da tanto, i nostri tecnici non sono poi così scarsi. Ma non solo, se non bastasse, abbiamo attivato anche un percorso di formazione continua per allenatori e dirigenti, con Docenti di assoluto livello, perchè da tutti gli allenatori è nata l'esigenza di migliorarsi sempre di più, per offrire un contributo sempre più qualificato e vicino alle esigenze dei ragazzi.
Nonostante tutto questo, fare l'allenatore è sempre e comunque impresa ardua e fare l'allenatore che riesce ad accontentare tutti non è impossibile, è miracoloso!
Per finire, occorre comunque distinguere anche tra Scuola Calcio ( Mini Team, Pulcini, Esordienti ) e Settore Agonistico ( Giovanissimi e Allievi ). Mentre per i primi la rotazione è quasi obbligatoria e tutti gli allenatori difficilmente non fanno giocare tutti i presenti, per i secondi la situazione è ovviamente più complessa, sia per le dinamiche legate all'età dei partecipanti e gli immancabili conflitti dovuti a ormoni in libertà che debbono essere gestiti dall'adulto di turno, sia per la lettura sportiva di quello che accade in campo. In ogni caso, le linee guida contemplano sempre il massimo coinvolgimento di tutti i giocatori in squadra. Se poi accade che un giocatore ritiene, magari a ragione, di essere meno impiegato di un altro, l'età comincia ad essere quella di cercare un confronto aperto con il proprio allenatore. Troverà comunque disponibilità sia all'ascolto che alle doverose spiegazioni e sarà comunque una opportunità di crescita per tutti. Se poi anche tutte le altre squadre in circolazione usano la stessa filosofia, sono felice che accada, perchè vuol dire che il calcio sta migliorando. Ma le vocine che mi arrivano dicono tutt'altro e allora, teniamoci stretto l'Atletico e apprezziamo oggi quello che sarebbe sciocco rimpiangere domani.
Un abbraccio a tutti e continuiamo a confrontarci perchè, come dicevano i vecchi saggi "cogito ergo sum".

Marco

4 commenti:

  1. Appartenendo ad un altro foltissimo gruppo di persone che per vivere fanno i lavoratori, e dedicando il mio tempo libero a fare quello che è necessario per far funzionare bene la macchina organizzativa dell'Atletico Pavona, mi resta poco tempo da dedicare al Blog, che in ogni caso leggo, anche se a volte con ritardo.
    Tornado all'articolo "secondo Marco e non solo secondo lui" ritengo che quanto scritto da Marco, sia una sintesi di quello che discutiamo, a volte animatamente e fino a tarda notte, nelle riunioni del Consiglio Direttivo e nelle riunioni con fatte con tutti i Dirigenti dell'Associazione.
    Una sintesi che rispecchia la filosofia che ha permesso la crescita dell'Associazione e di tutti noi.
    Concordo anche con quanto scritto da Margherita sui nostri errori, passati e futuri, perchè solamente chi fa commette errori, l'importante è analizzare questi errori e cercare di non ripeterli.
    Marco ha elencato i nostri successi tecnici e sportivi, i premi fair play vinti, ha parlato di sacrifici, di impegno di attaccamento alla maglia............. ed ha anche usato il termine "Famiglia" e questo è quello che mi inorgoglisce.
    Sento l'Atletico Pavona come una grande famiglia, dove tutti i componenti danno qello che possono per sostentare e tenere unità la famiglia, sento l'orgoglio di appartenere a questa famiglia, ricordo volentieri la storia di questa famiglia, e tra le tante storie, ricordo la storia di un ragazzo diversamente abile che ha militato per anni nelle file dell'Atletico Pavona, sinceramente non giocava molto, ma quando lo faceva tutti giocavanmo per lui, ragazzi, allenatori e dirigenti.
    So personalòmente quanto abbia fatto bene a questo ragazzo l'integrazione in una famiglia come quella che abbiamo, perchè ne ho seguito costantemente gli sviluppi insieme agli assistenti sociali e agli operatori che l'assistevano.
    Questo è l'Atletico Pavona che vogliamo tutti, l'Atletico Pavona con i suoi pregi e con i suoi difetti, che cerchiamo costantemente di capire e migliorare.
    In conclusione concordo con Marco, teniamoci stretto l'Atletico e apprezziamo oggi quello che sarebbe sciocco rimpiangere domani.
    Il Presidente
    Paolo Renzi

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  2. Tutto è migliorabile, tantissimo è facilmente peggiorabile.
    Tenetevi, teniamoci la famiglia Atletico ben stretta.
    Con infinito affetto
    M.Fortini

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  3. L'Amicizia e la Stima degli Amici, anche se hanno preso altre strade e cercato nuovi orizzonti, è la forza di una idea dove il contributo di ciascuno diventa la ricchezza di tutti.
    Con le porte aperte e le braccia spalancate a chi vorrà tornare a dare il proprio apporto di condivisione e di affetto.

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  4. Quello dell' Atletico è um clima meraviglioso dove tutti si vogliono bene. Non cambiamo questa realtà!

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