martedì 8 febbraio 2011

SABATO STAGE PER GLI ALLENATORI A CENTOCELLE

Sabato 12 Febbraio, presso il Centro Sportivo Roma 3 Z a Centocelle si terrà il secondo incontro dell’anno per allenatori di Futsal. Il primo, a Napoli, ha visto la partecipazione di una folta delegazione di tecnici che militano nelle formazioni del Lazio, che si ripresenteranno a Roma per confrontarsi con alcuni tra i maggiori esperti del Settore Giovanile.

Infatti saranno Riccardo Manno, docente Universitario e collaboratore del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Roberto Menichelli, Raul Albani, allenatore della Nazionale Italiana Under 21 e Riccardo Budoni, preparatore dei portieri della Nazionale Italiana Under 21 a confrontarsi con i numerosi allenatori che assieperanno la sala riunioni dell’impianto capitolino.

“E’ un altro passo sulla strada della valorizzazione del calcio a cinque – ci spiega Marco Giustinelli, responsabile della Comunicazione delle Rappresentative di Calcio a cinque del Comitato Regionale – e di tutte le sue componenti, così come auspicato dall’amico Luciano Zaccardi nel suo Progetto di riorganizzazione delle Rappresentative Regionali. Il “credo” di Luciano è basato essenzialmente sul coinvolgimento di tutte le componenti e gli allenatori rappresentano certamente il biglietto da visita di ogni società. A loro, infatti, è affidato il compito di formare i giovani calciatori che si avvicinano, molti per la prima volta, al futsal. In un recente incontro avuto con il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Gianni Rivera, l’ex Capione della Nazionale e del Milan ribadiva che è necessario ripensare la figura dell’Allenatore del Settore Giovanile. Oggi è necessario che l’allenatore sia principalmente un “maestro” e poi un tecnico. Accanto alla cura dell’atleta da un punto di vista fisico e tattico, si rende necessaria una figura che trasmetta anche quei valori etici e morali che sono comunque alla base di ogni sport e del nostro in particolare.”

E lo stage di Sabato vuole essere un momento di confronto tra la realtà locale, rappresentata dai tecnici delle squadre laziali e chi, invece, rappresenta l’elite del calcio a cinque giovanile italiano nel mondo.

“Il Progetto – interviene Zaccardi – è allineato alle novità introdotte dalla gestione del Team Azzurro dal Commissario Tecnico Roberto Menichelli. Senza nulla togliere ai tanti atleti stranieri “importati” da oltreoceano, che tanto hanno dato in termini di qualità e di visibilità al nostro Futsal, le linee guida federali ci orientano sempre più verso la valorizzazione dei nostri giovani. E non può, ovviamente, esserci valorizzazione dei giovani, senza un adeguato Settore Giovanile. La maturazione definitiva del Calcio a Cinque passa attraverso la strutturazione e la crescita dei vivai. Ed è impensabile che una Nazione come la nostra, che, dopo il Brasile, è quella che più ha vinto a livello mondiale, non sia in grado di esprimere atleti di livello. Il problema è che spesso prendiamo, passatemi il termine, i delusi dal calcio e che, troppo spesso perdiamo, soprattutto tra i giovanissimi, gli atleti più dotati, attratti dalle sirene miliardarie del football.”

Oggi, nel panorama del calcio a cinque è cresciuto il numero dei tecnici abilitati e comunque di coloro che entrano in campo con competenze di buon livello. Gli allenamenti cominciano ad essere strutturati in modo professionale sin dalle categorie più basse. Occorre quindi che si inizi a pensare la Scuola Calcio come un patrimonio dell’intero movimento, dove i giovani calciatori possano trovare persone preparate sia a livello sportivo che umano, in grado di trasmettere in modo efficace, valori e competenze. Il dato allarmante che esistono soltanto due scuole calcio qualificate di calcio a cinque la dice lunga sulla necessità di sensibilizzare l’intero movimento verso la creazione di veri e propri incubatori di futsal.

“Paradossalmente – continua Giustinelli – a differenza di altri sport considerati “minori”, il calcio a cinque ha avuto uno sviluppo, per così dire, alla rovescia. Nel senso che invece di partire dai giovani e, conseguentemente, creare una squadra senior, nella maggior parte dei casi si è data inizialmente origine alla cosiddetta “prima squadra” e poi, con il passare del tempo si è pensato alla realizzazione del Settore Giovanile. Questo è stato possibile perché, a differenza di Basket e Volley ad esempio, in Italia tutti giocano a pallone e trovare atleti già “pronti” non è stato un problema. Ma mentre questo va benissimo per un movimento a livello amatoriale, come è stato all’inizio il Futsal, i problemi nascono quando l’intero circuito si professionalizza. Allora emergono tutte le carenze di una simile impostazione. Occorre quindi, a mio parere, lavorare sia sulle competenze tecniche degli allenatori, e ben vengano le iniziative promosse dall’AIAC e da Luciano, ma anche adoperarsi sulla visibilità della nostra disciplina. Molti dei ragazzi più giovani giocano a calcio a cinque avendo invece nella testa il football. E’ necessario invece fidelizzare i giovani, facendoli innamorare di questo sport che ha tempi di gioco, gesti tecnici, movimenti tattici diversi da quelli del calcio. Un altro problema è che, la massiccia presenza di giocatori stranieri sin dalle categorie più basse, di fatto restringe gli spazi per i nostri ragazzi. Il calcio a cinque è l’unica disciplina dilettantistica dove per un giovane italiano è quasi impossibile raggiungere i livelli più alti. E questo comporta ovviamente la disaffezione di chi vive lo sport come un modo di emergere e di realizzarsi. Questo però, è il lato peggiore della medaglia. La parte entusiasmante è che il calcio a cinque, per sua natura, può ricoprire a perfezione il ruolo sociale che appartiene allo sport. I costi di gestione ridotti rispetto al calcio, la possibilità di creare impianti più piccoli, la necessità di un numero minore di atleti coinvolti, può rappresentare l’occasione per una piccola comunità locale di aggregarsi intorno ad una iniziativa sportiva, recuperando quel senso di “campanile” che per decenni ha rappresentato la forza delle nostre squadre di paese, o di quartiere o di rione, dove nonne e fidanzate si ritrovavano comunque al “campetto” per fare il tifo. Organizzare Scuole Calcio efficaci significa ancorare lo sport al territorio e sfruttarne opportunità e risorse. E’ una strada ambiziosa, ma è sicuramente quella più stimolante.”

Su queste tematiche si baserà in particolare il confronto con Riccardo Manno, responsabile del Progetto “io Calcio a cinque” che prevede la realizzazione, partendo dalle società di Serie A, di Scuole Calcio qualificate per ogni club.

“E’ sicuramente un percorso lungo e difficile – sottolinea Luciano Zaccardi – ma rappresenta sicuramente lo strumento per far decollare definitivamente il Futsal. Noi, come Associazione Italiana Allenatori di Calcio, siamo pronti a metterci in gioco per offrire ai nostri tecnici tutti quegli strumenti necessari al loro sviluppo personale e alla crescita organica dell’intero movimento. Iniziamo, a livello regionale, con questo Stage sul Settore Giovanile. Proseguiremo poi volgendo la nostra attenzione al movimento Femminile, anch’esso in forte crescita, per continuare, nel tempo, ad approfondire tutti quegli aspetti che possono contribuire alla crescita del Futsal a livello nazionale e locale. Sarà un bel lavoro, ma l’impegno, come tutti sanno, certamente non mi spaventa e il bel gruppo che ho creato è la migliore garanzia di centrare gli obiettivi che ci siamo prefissati.”

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