lunedì 19 marzo 2012

ENZO CASTELLI CI RACCONTA IL SUO VIAGGIO IN UN MONDO CARDIOPROTETTO

 
Abbiamo visitato New York per diletto, ma anche per conoscere quale fosse la diffusione della cultura dell'emergenza in quella città. Siamo rimasti veramente colpiti dall'attenzione posta nel cardio-proteggere i luoghi potenzialmente a rischio per il verificarsi dell'arresto cardiaco. Tuttavia, la prima piacevole sorpresa ci ha colti all' Aeroporto di Fiumicino ove sono finalmente in allestimento varie postazioni DAE e sull' Airbus 330-200 Alitalia che aveva a bordo un defibrillatore. La hostess ci segnalava però che nessuno del personale dell'aereomobile era al momento autorizzato al suo utilizzo e che solo alcuni voli intercontinentali della nostra compagnia di bandiera avevano il salvavita a bordo ( probabilmente solo quelli diretti in Nord America ). Sbarcati sul suolo americano, appena usciti dall'aereo, nel corridoio che ci conduceva alla sala ove veniva effettuato il controllo dei passaporti, abbiamo notato il primo DAE, altri tre erano posizionati nell'area di controllo immigrazione ( ca. 1000 mq ). Appena giunti in albergo, a lato del banco di accettazione, spiccava l'ennesimo DAE. In tutti i luoghi frequentati dai turisti c'era uno o più defibrillatori: al Metropolitan Museum, al Guggenheim Museum, al National Museum of Natural Sciences, al Museum of Modern Art, al grattacielo Empire State Building, al punto di ristoro ed al negozio che vendeva souvenirs nell'isolotto dove è posta la Statua della Libertà, ad Ellis Island e perfino sul traghetto che faceva la spola tra Manatthan e queste due piccole isole. Al Memorial di Ground Zero, ove sorgevano le Torri Gemelle abbatture nel corso degli attacchi terroristici del 2001, a ridosso delle reti di recinzione del cantiere ove sono in costruzione gli edifici che le sostituiranno, sono posizionati alcuni DAE, contenuti in teche impermeabili. Negli esercizi pubblici dove si consuma cibo sussiste l'obbligo per il responsabile dell'attività di conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e del BLS; in ognuno di questi negozi è presente un poster che illustra le vari fasi dell'intervento salvavita. Non eravamo in un altro mondo, ma semplicemente ci trovavamo in un luogo dove si fa programmazione, dove si da' organicità ai provvedimenti che si prendono e si controlla che essi vengano attuati nel modo dovuto. Per farlo non serve essere Marziani ! ! 

Vincenzo Castelli

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