venerdì 11 marzo 2011

ALL'ATLETICO PAVONA PROBABILMENTE NON SAREBBE ACCADUTO ...


( Tratto dal sito della Fondazione Castelli ) Un attimo per passare dalla gioia immensa alla disperazione più cupa. E’ successo negli Stati Uniti durante una partita di basket, nel corso della quale si sfidavano le High School (Licei) di Feinville e Brighman, Stato del Michigan. Wes Leonard, sedici anni, leader della sua formazione, i Blackhawks, e miglior realizzatore, a pochi secondi dalla fine della partita ha segnato il canestro decisivo per la sua squadra: 57 a 55. Subito dopo è crollato a terra, stroncato da un arresto cardiaco: il suo cuore non ha retto alla grande emozione ed allo sforzo fisico. Negli Stati Uniti si può praticare attività sportiva agonistica, anche ad alto livello, senza eseguire accertamenti medici di idoneità, è sufficiente infatti un’autocertificazione. Una visita medica scrupolosa per l’accertamento dell’idoneità è fondamentale per evitare problemi di salute connessi alla pratica dell’attività sportiva: essa va consigliata a tutte le età, per tutti gli sport e possibilmente integrata con un ecocardiogramma, eseguito almeno una volta nella vita sportiva dell’individuo. Ciò rappresenta la prima cosa da fare per prevenire l’arresto cardiaco nell’ambito sportivo (prevenzione primaria); la seconda da realizzare è rappresentata dalla diffusione della cultura dell’emergenza laddove si pratica sport (prevenzione secondaria). Sensibilizzazione al problema, addestramento alle tecniche di cardio-rianimazione e l’utilizzo del defibrillazione sono gli elementi irrinunciabili per attuarla con successo.

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